Ogni ricetta del passato che si rispetti ha una storia originale e sincera alle spalle. Quella delle Birre IPA è il racconto dell’ingegno umano e del lungo viaggio coloniale degli inglesi in India. Siamo nella prima metà del 1800 e l’Inghilterra dei colonizzatori era terra di benessere e di grandi birre. La diffusione della Pale Ale (Bionda ad Alta Fermentazione) in ogni pub e bar del Regno Unito ne faceva la bevanda più popolare insieme all’imprescindibile thè e agli obbligatori Wiskey. La birra era la parentesi dissetante preferita dagli inglesi in ogni momento della giornata. Fin dal mattino per chi si sveglia all’alba e deve spezzare appetito e fatica, a notte fonda per chi deve dimenticare qualche drink di troppo… In questo scenario non potevano essere dimenticati i sudditi della Regina impegnati nelle colonie indiane. Non si poteva privare loro della bontà e dei benefici della Birra bionda Pale Ale.
L’ostacolo era il lungo viaggio e i tempi di conservazione che ne impedivano il trasporto in terre così lontane. I mastri birrai di oltremanica aguzzarono l’ingegno e le conoscenze chimiche e aumentarono la quantità di luppoli nella produzione. Il risultato fu la Pale Ale per l’India, successivamente nota come India Pale Ale, una bionda dal gusto intenso, alcolica e luppolata con una acidità ben attenuata dai malti (caramellati secondo tradizione anglosassone).